L’AUSTERITA’ EUROPEA E LA PROSPERITA’ SVEDESE

Mentre in Europa la ricetta economica più seguita è quella dell’austerità, ossia tagli della spesa pubblica (riducendo i beni e servizi offerti ai cittadini), riduzione dei salari, aumento delle imposte fiscali, in Svezia fanno il contrario:aumentano la spesa pubblica!
Il piano di spesa del primo ministro Fredrik Reinfeldt prevede infatti rispetto al 2012 un aumento di 24 miliardi di corone (2,83 miliardi di euro), “di cui 23,4 sono già stati impiegati”. Una cifra compresa tra lo 0,5 e l’1 per cento del pil.
Tra i principali beneficiari dell’aumento ci sono le imprese (che beneficiano di una riduzione delle imposte dal 26,2 al 22 per cento), l’occupazione giovanile, la ricerca, le infrastrutture, la polizia e il sistema giudiziario, tutti settori che in paesi come Italia, Spagna, Grecia, Portogallo, hanno subito drastici tagli.
In Svezia gli standard di vita sono molto alti, paragonabili a quelli di Canada, Australia, Giappone e degli altri Paesi nordici europei. Il suo punto di forza è basato su un sistema socialista, fortemente statalista, in cui la presenza dello Stato nelle faccende socio-economiche è molto marcata.


Nel secondo semestre 2012 la Svezia ha messo a segno una crescita del Pil dell’1,4%, mentre molti altri Paesi europei registravano tassi di sviluppo negativi (ad esempio l’Italia registrava un PIL in calo su base annua a -2,6% e a -0,8% rispetto al I trimestre – fonte ISTAT).
Quanto alla disoccupazione invece?
In Svezia l’Ufficio di Statistica (Statistics Sweden) ha mostrato nel report Labour Force Survey che il tasso di disoccupazione nel secondo semetre 2012 si e’ attestato al 7,8%.
Secondo i dati ufficiali dell’Istat, i disoccupati in Italia sono poco più di 2,7 milioni, corrispondenti al 10,7% della popolazione attiva: una cifra leggermente superiore alla media europea (10,4%). Ma la “vera disoccupazione” ( chiamamola “disoccupazione reale“), che sfugge ai freddi numeri delle statistiche, è in realtà molto più alta e raggiunge nel nostro paese almeno il 17-18%.
A dirlo sono i dati contenuti in uno studio dell’Ires, istituto di ricerca della Cgil, che tiene conto anche dei lavoratori in cassa integrazione e degli italiani “scoraggiati”, cioè quelli che ormai non cercano più un posto di lavoro, perché pensano di non riuscire a trovarlo. Per citare dei numeri si tratta di 1 milione e 664mila potenziali lavoratori che, aggiunti ai cassintegrati e ai 2,7 milioni di disoccupati ufficiali, raggiungono la cifra record di 4,4 milioni di persone! 
Con questi dati non cerco di indurre i cittadini italiani, spagnoli, greci, portoghesi ad espatriare in Svezia, ma vorrei sottolineare, invece, l’idiozia adottata dai ministri economici dei PIGS europei nel perseverare con misure di austerity che danneggiano l’economia del Paese, arrestano la crescita ed impongono durissime misure ai cittadini.
Solo finanziando l’economia, ossia erogando sussidi alle imprese, aumentando gli investimenti pubblici in ricerca ed infrastrutture, si permette alle aziende di avviare la produzione, essere competitivi sul mercato, assumere forza lavoro e quindi ridurre la disoccupazione ed accelerare i consumi. Allo stesso tempo aumenterebbero le entrate fiscali dello Stato, poichè le imprese, realizzando utili dalla vendita dei prodotti, pagheranno più tasse all’erario, facendo in modo che la macchina statale possa autofinanziarsi. 
Ovviamente ciò è possibile in un Paese in cui la politica economica, ed in particolare l’emissione monetaria, non sia soggiogata al diktat di istituzioni sovra-nazionali private quali B.C.E. o F.M.I. che non fanno e non faranno mai gli interessi del popolo, bensì continueranno ad incrementare i profitti delle grandi multinazionali con feroci privatizzazioni. 
di Salvatore Tamburro

1.400 MILIARDI SPARITI NEI PARADISI FISCALI

L’Europa è in crisi! Grecia, Portogallo, Spagna, Italia rischiano ogni giorno, ogni settimana, ogni mese, il default, e la troika (FMI, BCE, UE) innalza la sua turpe ombra sui governi sempre più in balia delle correnti franco-tedesche. Da mesi sentiamo dire che la Grecia è ormai sul baratro cosi come il Portogallo e i vicini spagnoli, ma nessuno da nessuna parte ci parla di quanti soldi i ricchi Greci e Spagnoli fanno sparire altrove. Un certo signor Homer Varouxakis, ricco, anzi ricchissimo armatore greco (anche se lui dichiara di avere solo due petroliere…[solo?] ) ha iniziato ad investire i suoi soldi sul mercato immobiliare inglese, acquistando immobili nei quartieri di Bayswater e Notting hill che poi rivende a suoi ricchi connazionali. Ma come, la Grecia e i greci non sono ormai ridotti alla fame ? Si forse i poveri operai, i dipendenti pubblici, i piccoli commercianti, fanno fatica a tirare avanti, ma i ricchi, e vi posso garantire che nella vecchia Ellade non sono pochi, portano via i loro soldi dalle banche per aprire imprese multi milionari in nord europa (e non solo). I motivi di questi esodi ? Beh semplice, sono i vantaggi fiscali che alcuni paesi europei (e non appartenenti ai soliti noti paradisi ficali: Cayman, Panama. Singapore) possono garantire ai ricchi imprenditori dell’Europa centro-meridionale. Fin qui nulla di strano. Si sa, ogni paese ha una sua diversa fiscalità e di conseguenza dove la pressione fiscale è meno gravante rispetto a quei paesi, come l’Italia, dove questa assume sempre piu forme apocalittiche, è piu conveniente fare affari. Per chi come Varouxakis vive solo temporaneamente in Inghilterra e investe in immobili (guarda caso) può pagare le tasse solo sugli utili generati nel paese (Cit fonte Internazionale). Nell’ultimo anno i depositi delle banche spagnole sono diminuiti di 86 mld di Euro e molti di questi soldi sono finiti in banche Svizzere. La stessa cosa è accaduta in Italia e Grecia il che vuol dire che molte tasse sono state evase (ma questo è come scoprire l’acqua calda). Secondo un’ indagine nel 2011 i depositi di clienti greci nelle banche svizzere sono raddoppiati, quelli spagnoli sono aumentati di dieci volte (da 600 milioni a 7,9 mld di franchi svizzeri) e quelli italiani sono addirittura decuplicati (da 1,4 a 16,5 mld di franchi svizzeri).

L’ “ancora di salvezza” a cui questi grandi ricchi si aggrappano per rimanere ancora a lungo “ricchi e potenti” non è solo quella dell’avasione fiscale, ma anche quella più legale dell’ Elusione fiscale, cioè la ricerca di scorciatoie legali che servano ad aggirare le tasse. L’elusione fiscale a differenza dell’evasione è di fatto legale, ma se vogliamo è ancora più disastrosa per l’Europa. Più i ricchi evadono o eludono e più la pressione fiscale diventa pesante per i poveri dell’Europa meridionale. Altro esempio lampante è quello che riguarda il colosso Ikea nel terriotorio greco. In Grecia, Ikea per commercializzare i propri mobili si rivolge alla società Fourlis Holding e quest’ultima cosa fa ? Invece di pagare le tasse sui mobili che vende in Grecia preferisce aprire altre filiali in Bulgaria dove la pressione fiscale è circa la metà di quella ellenica ( badate bene stiamo parlando di tutti paesi appartenenti alla Comunità Europea).

Secondo l’ agenzia Bloomberg (agenzia che si occupa di finanza mondiale) dal 2010 si sono trasferite in Bulgaria il 75 % delle aziende greche (traete le vostre conclusioni sul default della Grecia)… Altro esempio lampante viene da Cipro (attualmente presidente del Consiglio dell’Unione Europea). Qui, nell’isola lungamente contesa tra Greci e Turchi, un signore tedesco che si definisce “ottimizzatore delle tasse” ha costituito un’ impresa di consulenze che aiuta coloro che vogliono investire ed aprire società sull’isola, che grazie ad un’ imposta sugli utili societari pari al 10% (la piu bassa d’Europa) si presta ad essere un “territorio favorevole dove fare business”. Il risultato di questa fantastica idea venuta ad un tedesco ? Semplice. Sul registro del commercio di Cipro risultano iscritte ben 260 mila imprese internazionali. Solo negli ultimi due anni ben 1500 aziende greche hanno trasferito la loro sede sull’isola. Oggi in Europa esiste un mercato unificato senza regole fiscali che siano compatibili tra stato e stato. In sintesi, il mercato unico europeo è una realtà, ma le regole fiscali restano a discrezione del singolo stato membro, ed ecco dove e come spariscono i 1400 mld di euro derivanti dall’economia sommersa, cifra questa che se recuperata basterebbe a risolvere i problemi di debito di Portogallo, Spagna e Grecia. Da oggi quando sentite che Grecia, Spagna, Italia, Portogallo sono a rischio default, sapete le reali motivazioni così come vi renderete conto che i tagli perpetrati dal governo Monti in Italia, dal governo Samaras in Grecia, da quello Coelho in Portogallo e da quello Rajoy in Spagna sono stati soltanto un modo per giustificare al duo Merkel-Sarkozy la perdita (causa evasione + elusione fiscale) di miglioni di Euro. Questa è L’Europa che si avvia verso la ancor più catastrofica dittatura finanziaria.

di Stefano Tonelli

FONTE: Internazionale e The Newyorker.

Fonte: http://www.ilpuntodivistaonline.it/?p=7389

LA CUPOLA MEDIATICA E I SERVIZI SEGRETI NEL CASO SALLUSTI

Se vivessimo in un paese normale farei subito due dichiarazioni parallele per introdurre l’argomento. 
La prima sarebbe:

“Solidarietà per Alessandro Sallusti. Protestiamo per impedire che venga arrestato, garantendo a tutta la nazione il rispetto per la libertà d’espressione, la salvaguardia della libertà di stampa e il diritto sacrosanto a esprimere la propria opinione, sia per i giornalisti professionisti che per qualunque cittadino”.

La seconda sarebbe:

“Essendo un Libero Pensatore, figlio di Monsieur Voltaire, pur manifestando la mia serena disistima civile individuale per la persona di Alessandro Sallusti, gli riconosco il diritto alla sua piena libertà d’espressione, nonché il diritto a combattere – ed io starò al suo fianco e lo sosterrò- per salvaguardare il proprio legittimo diritto a esprimere liberamente la sua opinione personale”.

Le due parallele formerebbero il binario della libera stampa in libero Stato.

Ma questo non è un paese normale.

E i cittadini italiani, che hanno memoria corta, non hanno la possibilità di farsi una esatta idea della realtà.

E infatti veniamo alla notizia del giorno, così come io la fornisco a voi che state leggendo questo post. Così apparirebbe sulla prima pagina del mio quotidiano surreale: 
“Una spia dei servizi segreti militari italiani confessa in aula, alla Camera dei Deputati, di essere lui e non Sallusti l’autore del testo”.


Accanto a quest’articolo apparirebbero almeno due editoriali, firmati da due esponenti di rilievo del mondo professionale giornalistico o della classe intellettuale; diciamo uno di estrazione moderata, conservatore, l’altro di matrice progressista. Entrambi gli autori, nel nome dell’applicazione dello Stato di Diritto, scriverebbero una lettera aperta all’Ordine dei Giornalisti chiedendo “l’immediata convocazione del collega Alessandro Sallusti da parte del comitato interno dei probiviri per fornire spiegazioni relative al fatto di aver pubblicato un articolo, sapendo che era firmato da un giornalista quando era ancora radiato dall’albo per indegnità etica, perché identificato, documentato e provato che si trattava di un regolare agente segreto, in forze al servizio di informazioni riservato militare del Ministero degli Interni, il cui compito consisteva nel pubblicare dei falsi costruiti. Per pubblicare tali falsi, l’autore era pagato con i soldi dei contribuenti. Scoperto, denunciato e processato per tale attività, il giornalista veniva conseguentemente espulso e radiato dall’albo. Il quotidiano “Il Giornale” era perfettamente a conoscenza dei fatti in questione, tant’è vero che per impedire l’insorgere di polemiche aveva accettato di pubblicare i suoi articoli firmandoli con uno pseudonimo di fantasia, coperto dal legittimo diritto alla privacy delle fonti giornalistiche”. Accanto a questi due editoriali, un bislacco articolo firmato da un giornalista con lo pseudonimo “più-realista-del-re”. In tale articolo, l’autore si chiede se tale giornalista “avvalendosi di una inusuale prerogativa di guadagno che – per sua costituzione- esula dal’essere publicizzata perché è, per l’appunto, segreta, nel momento in cui diventa manifesta, non debba essere sottoposta a regolare fatturazione, e far parte della regolare denuncia fiscale presso gli organi competenti dell’ufficio nazionale delle tasse”.

Ma di che cosa stiamo parlando?

Stiamo qui parlando del segreto di Pulcinella.

Un nuovo scoop di questo blog che fa parte della serie “lo scoop che non è per niente uno scoop perché lo sanno tutti da sempre e perfino la rete è piena zeppa di abbondanti notizie su tale signore”.

E la notizia di ieri, quale sarebbe?

La seguente:

Ieri al pomeriggio, verso le 17.30, nello stupore generale, in diretta televisiva (Rainews24) poco dopo aver risposto all’on. Antonio Di Pietro, nel corso di una regolare interrogazione parlamentare relativa alla legge sulla diffamazione, il Ministro degli Interni, Cancellieri, si è sentita chiedere la parola da un deputato del PDL. Gliel’ha concessa.

L’onorevole Renato Farina, eletto nella circoscrizione di Como nell’elezione politica del 2008, si è alzato in piedi e ha dichiarato:

“Signor Ministro, onorevoli colleghi, in margine a quanto stiamo affrontando in questa sede, e per fugare ogni rischio di ambiguità, rivendico la paternità dell’articolo apparso nel febbraio del 2007 sulla testata “Il Giornale” firmato con lo pseudonimo Dreyfuss. Io sono l’autore di quell’articolo. Sallusti non c’entra. E’ vero, l’articolo in questione era sbagliato e chiedo scusa al giudice Cocilovo. Ma non lo ha scritto Sallusti, l’ho scritto io. E per evitare un’ingiustizia chiedo per il direttore la Grazia del Presidente della Repubblica o la revisione del processo. Intervengo per un obbligo di coscienza e per ragione di giustizia. Se Sallusti conferma la sua intenzione di rendere esecutiva la sentenza accadrà un duplice abominio: sarebbe sancito con il carcere l’esercizio del diritto di opinione e Sallusti finirebbe in prigione per errore giudiziario conclamato. Quel testo a firma ‘Dreyfus’ lo ho scritto io e me ne assumo la piena responsabilità morale e giuridica. Chiedo umilmente scusa al magistrato Cocilovo: le notizie su cui si basa quel mio commento sono sbagliate. Egli non aveva invitato nessuna ragazza ad abortire: la ha autorizzata, ma non è la stessa cosa. Chiedo umilmente per Sallusti la grazia al Capo dello Stato o che si dia spazio alla revisione del processo. Se qualcuno deve pagare per quell’articolo, quel qualcuno sono io”..


Poi si è rimesso a sedere.

La ministra lo ha ringraziato e ha cambiato argomento.

La notizia ha avuto poco rilievo perché tutti eravamo presi dal fatto che Berlusconi viaggiava in treno invece che in aereo ed eravamo molto animati dall’interesse “politico” sulla nuova attività mercantile del consigliere regionale della Lombardia, Nicole Minetti.

Il problema consiste nel fatto che la confessione dell’on. Farina, obbliga automaticamente l’Ordine dei giornalisti a prendere atto che il direttore del quotidiano pubblicava articoli di un professionista radiato dall’albo “per indegnità, falso, diffusioni di notizie diffamatorie, originate e provenienti dalla sua provata e documentata attività di agente segreto al servizio del SISMI, come già ampiamente provato dalla Cassazione, oltre che da questo Ordine”.

Nessun rilievo alla notizia. Omertà della cupola mediatica.

Eppure si sapeva tutto da tempo, quantomeno nell’ambiente. Ma non si poteva dire perché non c’erano prove dirette. Con la confessione dell’agente segreto alla Camera dei Deputati, in diretta televisiva, da oggi lo si può dire. Ma non lo dice nessuno (perché sennò sono guai, è ovvio) e quindi l’Ordine presumibilmente non farà nessun intervento. Il che, tradotto, in termini di mercato, vuol dire che i servizi segreti italiani seguiteranno a inserire dei loro agenti (per l’appunto “segreti”) all’interno delle redazioni dei quotidiani, pagandoli in alcuni casi anche 5, 10, 15 mila euro per un solo articolo, purchè il contenuto venga stabilito “interessante e strategicamente rilevante ai fini della difesa e salvaguardia degli interessi nazionali dello Stato” (come recita la normativa interna che regola l’immissione dei disinformatori all’interno della cupola mediatica).

Questo fatto apre diversi fronti, tra cui, la reazione lecita di ogni cittadino italiano dotato di buon Senso, buona volontà e senso civico del pudore etico: 
“visto che è norma consolidata, accettata dall’Ordine, e anche “ufficialmente” dalla Camera dei Deputati, che gli agenti segreti vengano pagati con i soldi dei contribuenti per diffondere falsi dichiarati ed essere attivi nella pratica della diffamazione (“per la salvaguardia degli interessi nazionali”), che garanzie abbiamo che ciò non avvenga anche in altre testate? Magari avviene in tutte le testate? 
Quali sono gli autentici rapporti legali che intercorrono tra le testate cartacee –che usufruiscono di sovvenzioni statali e quindi sono pagate dai contribuenti, ad esclusione de Il Fatto Quotidiano- e gli uffici competenti del Ministero degli Interni e del Ministero della Difesa? Questo vuol dire che in Italia deve essere considerata pratica normale che i servizi segreti determino l’andamento del pensiero reattivo della cittadinanza, provocando quindi un orientamento anche in sede elettorale, decidendo dove e come e quando far scrivere articoli falsi e diffamatori sulle testate? Se La Stampa, la Repubblica, Corriere della Sera, i telegiornali Rai, La7, e tutti gli altri, oggi non protestano con vigore denunciando ciò che ieri al pomeriggio è accaduto è dovuto al fatto che sono completamente rimbecilliti? Oppure è legato al fatto che hanno anche loro qualcuno da nascondere e coprire nelle loro testate, visto che è considerata “norma usuale e consolidata”? Oppure, più banalmente, non lo fanno perché è meglio non correre rischi andando a scoperchiare il vaso di Pandora visto che prendono svariati milioni di euro l’anno dallo Stato e quindi basta una telefonata del Ministero degli Interni o del Ministero della Difesa per far cancellare la sovvenzione? 
Ma se non vogliono raccontare i fatti, se non vogliono correre rischi, che razza di giornalisti sono? A che cosa serve leggere le loro testate? Soprattutto, a chi?

La signora Sonia Alfano, Presidente della Commissione Antimafia Europea, così scriveva a proposito dell’on. Enrico Farina in data 11 giugno 2012 (lo trovate in rete, dato che è stato pubblicizzato in TUTTA EUROPA e l’intero continente ci considera un paese fascista medioevale anche e soprattutto per fatti come questi):


Convenzione di Strasburgo: relatore una spia, Betulla 11 giugno 2012 articolo firmato Sonia Alfano, Presidente Commissione Antimafia d’Europa.


Chi poteva essere a Montecitorio il relatore del testo della Convenzione di Strasburgo sulla corruzione se non un pregiudicato? Certo, non condannato per corruzione. Solo per favoreggiamento. Non si trattava però di un furto di galline, ma del rapimento dell’ex imam di Milano Abu Omar. Parliamo del deputato PdL Renato Farina, alias Betulla, radiato dall’Ordine dei Giornalisti per aver pubblicato su Libero un falso dossier preparato dal Sismi. Renato Farina, colui che, dopo il rinvio a giudizio chiesto dal sostituto procuratore di Milano Armando Spataro, scelse il patteggiamento nonostante si ritenesse innocente. Una scelta discutibile; se ti ritieni innocente affronti il processo e con tutta probabilità sarai assolto. Tant’è, ha preferito dichiararsi colpevole. Risultato: condanna a sei mesi di reclusione, commutati in 6.800 euro di multa. Betulla, peraltro, sostiene di aver agito in nome dell’art. 52 della Costituzione: “Difendere la Patria è sacro dovere del cittadino”. Inconcepibile. Per me. Ad ogni modo Renato Farina, nonostante tutto, ancora oggi è libero non solo di scrivere sui giornali (perché con una sentenza depositata il 30 giugno 2011 la terza sezione civile della Suprema corte ha annullato la radiazione da parte dell’Ordine dei Giornalisti), ma anche di fare il parlamentare, grazie al PdL che ha voluto premiarlo per il suo operato regalandogli un posto alla Camera dei Deputati, e persino il relatore di un provvedimento così importante ed atteso. L’Ordine dei Giornalisti (che non è di recente istituzione, sappiamo bene chi lo ha voluto) non lo ha mai difeso, mentre il partito di Berlusconi lo ha addirittura premiato, forse riconoscendolo come un giornalista sacrificato sull’altare del tanto vituperato giustizialismo. Oggi, dopo anni (tredici, per l’esattezza) di attesa, la Camera dei Deputati discute finalmente sulla ratifica della Convenzione. Noi cittadini onesti avremmo certamente preferito che il relatore fosse una persona limpida, non legata a certi ambienti, non condannata. Ma si sa, nel Parlamento italiano, e soprattutto tra le fila del PdL, è difficile. Oggi, nel ventottesimo anniversario della morte di Enrico Berlinguer, che tanto ci ha trasmesso sulla “questione morale”, il relatore della ratifica della Convenzione di Strasburgo è un signore con un “nome d’arte” (Betulla), che passava al Sismi informazioni “estorte” in ambienti giornalistici e con false interviste. E’ uno che riceveva dal Sismi decine di migliaia di euro. Insomma, una spia. Peraltro, nei mesi scorsi, il procuratore aggiunto milanese Ilda Boccassini gli ha inviato un avviso di garanzia in cui si ipotizzavano i reati di ‘falso in atto pubblico‘ e ‘falso commesso da un pubblico ufficiale‘. Il deputato-spia si era presentato nel carcere di Opera con un 18enne, per fare visita a Lele Mora, ma, piuttosto che presentarlo come amico personale di Mora ed ex aspirante “tronista”, lo ha presentato come “consulente per i rapporti umani”


In un video che trovate su you tube se vi interessa (datato 21 Gennaio 2008) il giornalista Marco Travaglio spiegava chi era Renato Farina, che cosa faceva, che cosa voleva da noi. Non ci fu, allora, nessuna reazione da parte della società civile e da parte della società politica che trovò normale, lecito e consuetudinario il fatto che venisse messo in lista elettorale nella specifica circoscrizione del PDL, fortemente sostenuto dal senatore Marcello Dell’Utri e da Silvio Berlusconi.

Sia la televisione che la stragrande maggioranza della stampa mainstream italiana ha preferito non dar voce ai magistrati che hanno scelto di emettere questa sentenza, “apparentemente” odiosa e liberticida, di fatto, intelligente e bizantina modalità da parte della magistratura per lanciare (alla nazione) un gigantesco grido d’allarme –grazie signori giudici, io l’ho raccolto- per l’intera popolazione italiana, relativa alla vera natura della posta attualmente in gioco; e allo stesso tempo inviare ai servizi segreti, al Ministero degli Interni e al Ministero della Difesa, un severo ammonimento per chiarire la loro indipendenza rispetto alle pressioni da parte dei servizi segreti. Come a dire. “esiste ancora il Diritto, noi lo applichiamo”.

Nel caso qualcuno ancora non lo sapesse, l’articolo incriminato si chiamava ‘Il dramma di una tredicenne. Il giudice ordina l’aborto’ e l’articolista, ovverossia la onorevole spia Renato Farina, accusava di omicidio il magistrato incitando il lettore, cioè l’elettore, cioè l’opinione pubblica, a muoversi traendone le dovute conseguenze. 
Ecco che cosa sostiene la Corte di Cassazione:

“Riteniamo opportuno precisare alcuni aspetti del caso Sallusti non esattamente evidenziati dalla stampa nei giorni scorsi. E cioè, primo fra tutti, il fatto che la notizia pubblicata dal quotidiano diretto dal Dott. Sallusti era falsa. La notizia pubblicata dal quotidiano diretto dal dott. Sallusti era ‘falsa’ (la giovane non era stata affatto costretta ad abortire, risalendo ciò ad una sua autonoma decisione, e l’intervento del giudice si era reso necessario solo perché, presente il consenso della mamma, mancava il consenso del padre della ragazza, la quale non aveva buoni rapporti con il genitore e non aveva inteso comunicare a quest’ultimo la decisione presa). A questo va aggiunto, inoltre la non corrispondenza al vero della notizia (pubblicata da La Stampa il 17 febbraio 2007) dato che era già stata accertata e dichiarata lo stesso giorno 17 febbraio 2007 (il giorno prima della pubblicazione degli articoli incriminati sul quotidiano Libero) da quattro dispacci dell’Agenzia ANSA (in successione sempre più precisa, alle ore 15.30, alle ore 19.56, alle 20.25 e alle 20.50) e da quanto trasmesso dal Tg3 regionale e dal Radiogiornale (tant’è che il 18 febbraio 2007 tutti i principali quotidiani, tranne Libero, ricostruivano la vicenda nei suoi esatti termini). A questo va anche aggiunto la non identificabilità dello pseudonimo ‘Dreyfus’ e, quindi, la diretta riferibilità del medesimo al direttore del quotidiano”.


La notizia, quindi, qual è?

Qui non c’entra la libertà d’opinione.

E nel nome di questa bandiera falsa, di questa falsa battaglia, di questo ennesimo FALSO, si rischia di garantire la totale immunità degli agenti segreti all’interno del mondo della comunicazione, esattamente come avveniva durante il fascismo.

Avete tutti gli elementi per comprendere e fare una vostra scelta personale.

La mia?

E’ presto detto:

FUORI LE SPIE DAL PARLAMENTO DELLA REPUBBLICA

Prima che le spie finiscano per devalorizzare il parlamento a tal punto da poter legittimare la sua soppressione.

Come fece Benito Mussolini.

Come hanno intenzione di fare.

Ribellarsi e denunciare questo stato di cose non soltanto è giusto, ma diventa, oggi, impietosamente doveroso.

Se non ci ribelliamo subito e tutti, domani, quando la mannaia si sarà abbattuta e l’intera nazione sarà finita sotto controllo militare, con un bel governo dittatoriale, nessuno di noi potrà più dire “io non lo sapevo”, “non ce ne accorgevamo”.

Diventeremo tutti dei fascisti, a nostra insaputa, per la seconda volta in 100 anni.

Temo che il disegno sia proprio questo.

Penso che ci siamo capiti.


di Sergio Di Cori Modigliani

28.09.2012

SULL’ALLARME DIOSSINA NELLE UOVA IN GERMANIA

Lo scandalo dei mangimi convenzionali tedeschi alla diossina sta determinando un significativo aumento dei consumi di prodotti biologici in Germania, tanto che per alcuni prodotti il sistema produttivo e distributivo nazionale non è più in grado di soddisfare la domanda. Un sondaggio dell’Istituto Emnid di questi giorni ha rilevato che quasi un terzo dei consumatori non si fida più dei prodotti convenzionali e acquista solo quelli biologici. A voltare ancora di più le spalle ai prodotti dell’agricoltura e dell’allevamento convenzionali sono le persone con più di 65 anni, il 44% delle quali intende d’ora in poi acquistare solo prodotti biologici. 
L’Italia è leader in Europa per la produzione di uova biologiche e secondo le elaborazioni di FederBio circa il 15% della produzione italiana viene esportata in Germaniacon un incremento nelle ultime settimane di oltre il 70%. Questa significativa percentuale di aumento è dovuta in buona parte, secondo la Federazione, alla creazione di nuovi allevamenti di galline ovaiole anche da parte di importanti operatori del settore avicolo nazionale che finora non avevano avviato programmi di produzione biologica, dunque la situazione del mercato tedesco sta determinando una ricaduta positiva sul settore bio italiano. 
“La reazione dei consumatori in Germania – da sempre maggior mercato estero per le produzioni alimentari italiane, non solo biologiche – allo scandalo diossina sta comportando una crescita importante degli acquisti di prodotti biologici. – commenta Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio – Il settore sta rispondendo con efficienza a questo aumento della domanda , con la sola eccezione del comparto avicolo: in questi anni la zootecnia biologica in Italia è stata penalizzata da scelte ideologiche sul versante normativo e dalla totale assenza di una strategia di crescita nell’ambito dei piani di sviluppo rurale regionali. 
Da tempo FederBio chiede al Ministero e alle Regioni di condividere un piano d’azione dedicato alla zootecnia biologica: è una vera follia non sviluppare la zootecnia in un Paese dove quasi il 70% della superficie biologica è foraggiera e cerealicola. 
Quello che sta accadendo in Germania, che dimostra come ci siano molte opportunità non solo per le imprese già certificate bio, ma anche per i comparti oggi in crisi, come quello dei suini, che potrebbero avviare la riconversione produttiva, rende questa nostra richiesta più che mai attuale, nel contesto di una strategia nazionale che deve puntare decisamente alla sostenibilità e alla qualità delle produzioni animali. Le produzioni tipiche e la tracciabilità da sole non bastano più”.

KIRCHNER: LA FIFA E’ MIGLIORE DEL FMI

La Lagarde, conformazione liberista ultraortodossa, francese con formazione 100% nordamericana, nei giorni scorsi era in vena poetica. Tralasciando l’abituale oscura ed astrusa neolingua, si  permise di usare la facile metafora del cartellino rosso esibito dagli arbitri per espellere i giocatori. Insomma, minaccia di passare alle vie di fatto contro il Paese sudamericano, indicato da molti come un possibile modello per uscire dalla crisi evitando le forche caudine del FMI.


La Cristina argentina ha replicato a muso duro che “..l’Argentina non è un campo di calcio e la crisi internazionale non è una partita ma la peggior crisi dagli anni 30. 
Il ruolo del presidente della FIFA è stato più soddisfacente di quello svolto dai massimi dirigenti del FMI“.

Qui ha ricevuto applausi a scena aperta dalla platea, fatto abbastanza raro nelle assemblee dell’ONU. Non è dato sapere se la Presidente Cristina abbia elogiato intenzionalmente a Blatter che gode di una pessima reputazione in Sudamerica. Più probabile che abbia indirettamente insinuato: il FMI ha agito tanto male che è persino peggiore della FIFA. 
“Per alcuni, noi saremmo un brutto esempio, però è bene che ricordino che l’Argentina ha pagato gli azionisti più della ENRON. Di ogni 100 dollari di debito, la multinazionale dell’energia ENRON ne ha pagato 1, noi ne abbiamo versati finora 20″. Poi ha criticato chi vorrebbe curare i problemi del mondo con le stesse ricette che li hanno generati, puntando il dito contro i Paesi industrializzati che “..ci denunciano come protezionisti quando siamo stati vittime del protezionismo che ha danneggiato le nostre economie e l’inclusione di milioni di cittadini”.
di Alba Kahn

EVO MORALES ATTACCA GLI USA ALL’ONU

Evo Morales, il presidente della Bolivia, è intervenuto prima dell’Assemblea Generale dell’Onu per attaccare frontalmente il governo degli Stati Uniti, a suo dire “il primo governo terrorista nel mondo che pratica terrorismo di Stato”. Inoltre Morales ha anche criticato l’embargo economico che Washington continua, a dispetto di ogni pressione internazionale, a mantenere ai danni di Cuba. Morales ha definito l’embargo come un “blocco genocida, che viola i diritti di tutto un popolo“. Morales ha anche commentato la decisione degli Stati Uniti di inserire la Bolivia nella lista nera dei paesi che non combattono il narcotraffico classificandola come una

 “decisione politica”. La Bolivia infatti, ha puntualizzato il presidente, ha diminuito la superficie coltivata di coca senza morti nè feriti, e soprattutto “rispettando i diritti umani”. Il presidente boliviano ha difeso il diritto della Bolivia a preservare le piantagioni di coca nel territorio boliviano per fini medici, e ha puntualizzato che la coca non è cocaina. Morales ha poi affrontato anche il tema economico, analizzando la situazione economica in Bolivia e nel mondo. Secondo lui il suo governo è riuscito a diminuire di oltre il 20% l’estrema povertà del paese, e ha migliorato la sua situazione finanziaria nazionalizzando il capitale privato: “Ci troviamo nel tempo dei popoli per la richiesta di eguaglianza e dignità da parte degli abitanti. I modelli che concentrano il capitale in poche mani provocano ingiustizie“. A questo riguardo ha raccomandato ai paesi del mondo di nazionalizzare e recuperare le sue risorse naturali “perchè sono del popolo e non delle multinazionali“.

INIZIA LA BATTAGLIA PER IL REFERENDUM INDIPENDENTISTA DELLA CATALOGNA

Braccio di ferro sempre più serio e pesante tra Madrid e Barcellona. 
Il governo spagnolo farà di tutto per impedire il referendum sull’indipendenza che la Catalogna intende promuovere. Il vicepremier e portavoce dell’esecutivo, Soraya Saenz de Santamaria lo ha definito apertamente ”incostituzionale” nel corso della conferenza stampa al termine del consiglio dei ministri.

Rispondendo a due diverse domande, Saenz de Santamaria ha citato almeno due mezzi di cui il governo dispone per neutralizzare il referendum, che potrebbe svolgersi a fine novembre secondo le autorità catalane. Primo, la Costituzione autorizza il governo centrale a sospendere un referendum di questo tipo se è contrario all’interesse generale e se si svolge senza che siano state osservate “modifiche rilevanti” nella struttura del paese.

Secondo, il governo ha la possibilità di rivolgersi alla Corte costituzionale in caso di iniziative considerate contrarie alla Costituzione, e di ottenere la sospensione immediata di un referendum di questo tipo, prima di una sentenza sul merito.


È evidente che in queste condizioni non può che aprirsi un lungo, pesante braccio di ferro tra Barcellona e Madrid.


Il Parlamento catalano ha infatti approvato oggi una risoluzione per promuovere il promesso referendum sull’autodeterminazione della Catalogna nella prossima legislatura, dopo le elezioni anticipate convocate per il 25 novembre prossimo. La risoluzione ha registrato l’appoggio di 84 voti a favore su un totale di 135 deputati: quelli dei partiti catalani CiU, Icv, Erc e Solidaritat. Si è astenuto il Psc (25 voti) e hanno votato contro il Partido Popular al governo a Madrid 18) e Ciutadans (3).


Il testo approvato sottolinea il diritto per popolo catalano di “determinare liberamente e democraticamente il suo futuro collettivo” ed esorta il governo catalano “a convocare una consultazione, in maniera prioritaria, nella prossima legislatura”.

I promotori della proposta sottolineano che il tentativo di “frenare le aspirazioni della Catalogna in Spagna sono oggi una strada non percorribile” e fa appello al popolo catalano a decidere liberamente e con il massimo consenso possibile, quello della comunità internazionale, dell’Unione europea e del governo centrale.


Il governo spagnolo di Mariano Rajoy ha peraltro oggi varato il nuovo piano di austerity, con il taglio “pazzesco” di circa 40 miliardi di euro dal bilancio dello stato del prossimo anno, che si vanno ad aggiungere ai 27 miliardi in meno di spesa programmati per l’anno in corso. E’ chiaro che la crisi ha accentuato la secolare aspirazione all’indipendenza da parte della Catalogna.


Tra l’altro, la giunta regionale di Castilla-La Mancha, la regione intorno all’area metropolitana di Madrid, governata dalla segretaria generale del Partito Popolare, Maria Dolores de Cospedal, ha chiesto al governo di ricorrere al Fondo di liquidità delle autonomie per 800 milioni di euro. «Non arrossisco nel dire che per pagare chiederemo l’aiuto dello Stato», ha detto. La presidente regionale considera che 800 milioni siano una quantità bassa rispetto ai tre miliardi di deficit accumulato lo scorso anno.

Prima di Castilla-La Mancha, a ricorrere al fondo di salvataggio, finanziato con 18 miliardi dallo Stato, sono state Valencia, Murcia, la Catalogna e l’Andalusia. Queste ultime due regioni, entrambe per un importo superiore ai cinque miliardi di euro.
di Roberto Schena


BIOCARBURANTI, LA UE RITORNA SUI SUOI PASSI ?

L’UE impone un limite per l’uso di biofuel ottenuti da colture alimentari temendo che siano meno vantaggiosi per l’ambiente di quanto si pen-sasse

Il settore dei biocarburanti europei potrebbe vedere di nuovo cambiate le carte in tavola. 

Secondo le ultime indiscrezioni, confermate in queste ore dall’agenzia di stampa Reuters, l’Unione

 Europea starebbe pre-parando un nuovo progetto normativo con cui limitare alcune colture destinate alla produzione di biofuel. 

Il disegno di legge, che richiede l’approvazione dei governi e dei legislatori dell’UE, rappresenta un importante cambiamento di rotta per la politica energetica comunitaria e per molti costituirebbe una tacita ammissione di come la politica pro-biofuel sia stata viziata fin dall’inizio.


La decisione di metter mano alla normativa segue le ultime evidenze scientifiche che hanno ridimensionato il taglio di emissioni associati a questi prodotti in luogo dei combustibili fossili. I piani includono anche la promessa di porre fine a tutte le sovvenzioni pubbliche per i biocarburanti a base di colture alimentari dopo il 2020, anno in cui scadrà l’attuale direttiva clima-energia. La bozza, le cui indiscrezioni trapelate non sono ancora state commentate da Bruxelles, prevede di tenere il contributo dell’uso di biocombustibili di prima generazione, ovvero ottenuti da piante come la colza e il frumento, sul consumo energetico del settore dei trasporti nell’Unione europea nel 2020 entro il 5%, allontanando quindi il target del 10% di energia rinnovabile per la mobilità europea entro la fine del decennio. Nel tentativo di colmare il deficit, la Commissione europea intende però aumentare la quota di combustibili verdi “avanzati”, vale a dire ottenuti dal trattamento dei rifiuti domestici o dalle alghe.

“È opportuno – si legge nel documento – incoraggiare una maggiore produzione di questi biocarburanti di prossima generazione in quanto non sono attualmente disponibili in commercio in grandi quantità, in parte a causa della competizione per le sovvenzioni pubbliche” con quelli di prima generazione. Il disegno di legge prevedrebbe infine nuovi valori emissivi legati al cambiamento indiretto dell’incarico del suolo (ILUC) per i tre principali tipi di colture utilizzate per la produzione: cereali, zuccheri e semi oleosi.

NEGLI USA TROVATO ARSENICO NEL RISO…E IN ITALIA ?

La FDA (l’Agenzia per gli Alimenti e i Medicinali statunitense) ha pubblicato nei giorni scorsi dati preoccupanti sui livelli di arsenico presente nel riso e nei prodotti derivati. I dati sono così sconcertanti che stanno lavorando per imporre un limite massimo consentito all’arsenico nel riso commercializzato.
Sono stati analizzati più di 200 campioni di circa 60 prodotti a base di riso, dal semplice riso a prodotti per bambini a cereali soffiati, ed è emerso che quasi tutti contenevano la forma “inorganica” dell’arsenico che è nota causare tumori alla vescica, ai polmoni e alla pelle.
I dati analizzati dalla FDA mostrano esattamente la quantità di arsenico inorganico presente nei campioni di riso di vario tipo e marche e la quantità si aggira tra 3,5-6,7 microgrammi per porzione (la porzione varia in base al tipo di prodotto analizzato).
Il problema dell’arsenico nel riso non è nuovo e da anni le associazioni dei consumatori hanno fatto pressioni per ottenere delle analisi e soprattutto delle restrizioni alla quantità di arsenico nel cibo dato che ora non è limitato da nessuna norma.
Il riso ha quantità più elevate di arsenico rispetto alla maggior parte degli altri alimenti perché come riferisce il Washington Post, Urvashi Rangan, tossicologo, ha detto: Il riso è particolarmente incline a raccogliere arsenico perché di solito cresce sotto l’acqua, assorbendo il contaminante dall’acqua sovrastante e dal terreno sotto.
In una dichiarazione riportata dal Business Week News, il commissario della FDA Margaret A. Hamburg, M.D. ha detto “Siamo consapevoli che i consumatori sono preoccupati per la presenza dell’arsenico, ed è per questo motivo che la FDA ha dato priorità analizzando i livelli di arsenico nel riso. La FDA si impegnerà a scoprire fino a che punto, sostanze come l’arsenico, siano presenti nei prodotti alimentari che giornalmente si consumano, quali sono rischi se ingeriti e se tali rischi possono essere ridotti al minimo”. Inoltre invita i consumatori a variare l’alimentazione e scegliere anche altri cereali.
Sul sito della FDA è stata allestita una FAQ per rispondere alle domande frequenti dei consumatori e tranquillizzarli, ecco il link http://www.fda.gov.

ECCO QUELLO CHE -REALMENTE- STA ACCADENDO IN GRECIA

La mattina inizia con la metropolitana, il tram e il treno urbano in sciopero. Gli 800-900 mila residenti ad Atene sono costretti a cercare vie alternative per andare al lavoro. Coloroche ancora hanno un lavoro. Perché, secondo i dati ufficiali, quasi un greco su quattro non ha un lavoro e non ha reddito. Molto probabilmente non ha neanche un auto.
Questo giovedì mattina si è scoperto che la maggior parte di questo gruppo sociale privilegiato ha anche una macchina. La gente ha usato l’auto per andare al lavoro. E si è trovata bloccata nel traffico.

Colloqui sull’Austerità

La giornata è proseguita con il tentativo della leadership politica e del team che guida l’economia di ‘chiudere’ il pacchetto di austerità di 11,5 miliardi di euro – come condizione della Troika per assegnare la tranche di 31 miliardi di salvataggio.
Sembra che ci sia un certo disaccordo tra i partner del governo sulle misure, tra il governo e la troika, e tra la stessa troika.
Le ulteriori misure non portano al risultato essenziale. La Troika vuole misure di risparmio di 11,5 miliardi di euro. Il governo greco non è attualmente in grado di presentare più di 9-9,2 miliardi di euro. Troppe obiezioni da parte dei due partiti della coalizione di governo PASOK e Sinistra Democratica. Come ha accennato il Ministro delle finanze Stournaras, la tranche e le misure per il momento potrebbero essere ridotte. E la differenza (misure per 2-2,5 miliardi di euro) potrebbe arrivare in seguito, insieme al resto della tranche del salvataggio.

Pacchetto di Austerità e Tranche del Salvataggio

Da questi 31 miliardi, il mio vicino di casa o mio padre non vedranno nulla. Saranno spesi per la ricapitalizzazione delle banche e dei debiti statali in essere verso i creditori privati.
Mio padre è un pensionato da 600 euro al mese. Egli non ha alcun debito da rimborsare, né ha in programma di indebitarsi. Né per scopi privati, né a fini commerciali. Mio padre non è mai stato coinvolto in affari con lo stato come fornitore di qualsiasi tipo. Così, pensa che non avrebbe alcun guadagno dal piano di salvataggio. Tuttavia, egli è chiamato a pagare più tasse (1.000 E per il 2012 e 500E in anticipo per il 2013). Quando è andato all’ufficio delle imposte per fare un accordo, ha detto loro che a causa di due operazioni di cancro e un pacemaker impiantato da poco aveva buone probabilità di essere un contribuente … morto nel 2013.
Il mio vicino è senza lavoro. Anche lui ha figli e una moglie che porta a casa 900 euro. Nemmeno lui crede che il piano di salvataggio potrebbe contribuire a costruire un futuro per i suoi figli, come propagandato dal governo. Infatti, l’uomo è disperato. Dopo forti pressioni da parte di sua moglie e dei suoi familiari, ha cercato un neurologo. Gli ha diagnosticato ‘depressione’. L’uomo sta a casa tutto il giorno, non parla, non mostra alcun interesse. Come parte della terapia il medico gli ha proibito di guardare la televisione e sicuramente non le notizie di prima serata. La sua famiglia è in ansia per il progresso della sua malattia. E che potrebbe fare qualcosa di inaspettato …

Proteste

Questa mattina 26 settembre 2012, poliziotti, pompieri e guardie costiere in protesta hanno avuto un assaggio di quel che migliaia di manifestanti stanno inalando da due anni. Hanno respirato i gas lacrimogeni. Da parte dei colleghi della polizia antisommossa. Non era mai successo prima. Ma per ogni cosa c’è una prima volta.
Allo stesso tempo, marinai e metalmeccanici hanno fischiato il ministro delle finanze Yiannis Stournaras che ha avuto l’idea geniale di scendere in mezzo alle masse dei manifestanti anti-austerità e anti-tagli-salariali.
Anche i giudici sono in una sorta di ‘sciopero’ e si rifiutano di portare il lavoro a casa, e di fare gli straordinari. E se questo non bastasse – udite! udite! – vogliono avere degli uffici nei tribunali, e quindi i computer e l’accesso ai data base! Essi ritengono che i loro imminenti tagli salariali siano contro la Costituzione, che prevede che i loro stipendi siano equivalenti a quelli dei parlamentari. “Se i nostri salari sono da tagliare lo stesso dovrebbe accadere agli stipendi dei parlamentari” dicono, cosa del tutto corretta!
Allo stesso tempo, ci sono piccole notizie che rendono la zuppa dell’austerità più piccante: per esempio, i proprietari degli autobus turistici assegnati per il trasporto degli alunni alle scuole a partire da domani fermeranno i loro servizi in Attica. A causa dei debiti in sospeso dello stato.

Sanità? Quale sanità?

Ai Medici ospedalieri di Stato non sono stati pagati gli straordinari da diversi mesi.
I dipendenti dei centri diurni per l’Alzheimer negli ultimi sei mesi non sono stati pagati. Un incontro con il ministro della Sanità è finito male. Sembra che il ministro ritenga che le persone dovrebbero lavorare senza paga.

Allo stesso tempo, i pazienti assicurati continuano a pagare i farmaci delle prescrizioni di tasca propria, dato che i farmacisti in 18 prefetture del paese continuano e continueranno a boicottare l’organizzazione nazionale dell’assistenza sanitaria fino al 30 settembre 2012.
PS Un’amica ha trascorso l’intera mattinata di giovedì girando più di sette farmacie al Pireo per trovare tutti insieme i cinque farmaci diversi necessari per la malattia cronica di sua madre. Non c’è riuscita. Ha trovato un farmaco in una farmacia, due in un’altra e due in un’altra. Tuttavia, non è possibile utilizzare una stessa prescrizione in diverse farmacie. Dove sono i farmaci?


– Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!