IL PROGETTO EUROPEO PER PRODOTTI FARMACEUTICI SOSTENIBILI

Chem21, il progetto europeo per prodotti farmaceutici sostenibili

Tra gli obiettivi la riduzione del consumo di risorse
Ha recentemente preso il via il più grande partenariato pubblico-privato europeo con lo scopo di sviluppare e produrre farmaci sostenibili: il progetto si chiama Chem21, è coordinato dall’università britannica di Manchester e  dalla GlaxoSmithKline, uno dei giganti farmaceutici mondiali, ed  è stato finanziato con più di 26 milioni di euro, una parte dei quali stanziati dall’Unione europea. 
Al consorzio Chem21, sostenuto dall’Innovative medicines initiative e dall’European federation of pharmaceutical industries and associations partecipano 13 università e 4 piccole e medie imprese di Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna ed Olanda che vogliono sviluppare «Alternative biologiche e chimiche sostenibili ai materiali limitati, quali metalli preziosi, che sono attualmente utilizzati come catalizzatori nella produzione di medicinali.  L’introduzione delle biotecnologie nei processi di fabbricazione per i medicinali limiterà il consumo delle risorse mondiali ed avrà un beneficio duraturo sull’ambiente».  
Secondo Nicholas Turner dell’università di Manchester, «È un’opportunità unica per i gruppi accademici di lavorare accanto alle aziende farmaceutiche ed alle Pmi specializzate per sviluppare processi catalitici innovativi per la sintesi di farmaci. Crediamo che i problemi di questa natura si risolvano meglio su base pan-europea riunendo sotto lo stesso tetto le competenze di molti gruppi per stabilire un centro di ricerca di prima categoria sulla catalisi e sulla sintesi chimica sostenibili». 
Per Chem21 è prevista una fase iniziale di 4 anni con un finanziamento dell’iniziativa per i farmaci innovativi. Il progetto punta ad avviare un centro europeo di ricerca che fornirà le più recenti informazioni sulla chimica verde e svilupperà anche i pacchetti formativi per garantire che i principi della produzione sostenibile siano inseriti nella formazione dei futuri scienziati.  
John Baldoni,di GlaxoSmithKline, conclude: «Migliorare la sostenibilità dei nostri processi di produzione di farmaci attraverso collaborazioni come Chem21 non solo ridurrà l’impronta del carbonio del nostro settore, ma permetterà anche di accumulare risparmi che potranno essere reinvestiti nello sviluppo di nuove medicine, aumentare l’accesso ai medicinali tramite una riduzione dei costi e guidare innovazioni che semplificheranno e trasformeranno il nostro paradigma di produzione». 
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di causacomune Inviato su SCIENZA

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