PAROLE E FREQUENZE INFLUENZANO E RIPROGRAMMANO IL DNA

Le parole e le frequenze possono influenzare
e riprogrammare il DNA

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E’ del tutto normale e naturale che il nostro DNA reagisca al linguaggio. Mentre i ricercatori occidentali ritagliano geni individuali dei filamenti del DNA e li inseriscono in un altro posto, i russi hanno lavorato con entusiasmo con dispositivi che possono influenzare il metabolismo cellulare con le frequenze modulate di radio e di luce per riparare difetti genetici.
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fonte: http://www.fosar-bludorf.comRedatto
da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

IL DNA UMANO E’ UN INTERNET BIOLOGICO
Superiore, sotto molti aspetti, a quello artificiale. La più recente ricerca scientifica russa spiega, direttamente o indirettamente, fenomeni quali la chiaroveggenza, l’intuizione, gli atti spontanei ed a distanza di cura, l’auto-guarigione, le tecniche di affermazione, la luce o aure insolite intorno alle persone (concretamente, dei maestri spirituali), l’influenza della mente sui modelli climatici e molto ancora. Inoltre, ci sono segni di un tipo di medicina completamente nuova nella quale il DNA può essere influenzato e riprogrammato dalle parole e dalle frequenza SENZA sezionare e rimpiazzare geni individuali.Solo il 10% del nostro DNA viene utilizzato per costruire le proteine. Questo subcomplesso di DNA è quello che interessa i ricercatori occidentali che lo stanno esaminando e catalogando. L’altro 90% è considerato “DNA rottame”. Tuttavia, i ricercatori russi, convinti che la natura non è stupida, hanno riunito linguisti e genetisti per intraprendere un’esplorazione di quel 90% di “DNA rottame”. I loro risultati, scoperte e conclusioni sono semplicemente rivoluzionarie! Secondo loro, il nostro DNA non solo è il responsabile della costruzione del nostro corpo, ma serve anche da magazzino di informazioni e per la comunicazione.
I LINGUISTI RUSSI HANNO SCOPERTO
che il codice genetico, specialmente nell’apparentemente inutile 90%, segue le stesse regole di tutte le nostre lingue umane. Per questo motivo, hanno confrontato le regole della sintassi (il modo in cui si mettono insieme le parole per formare frasi e proposizioni), la semantica (lo studio del significato delle parole) e le regole grammaticali di base. Hanno scoperto che gli alcalini del nostro DNA seguono una grammatica regolare e hanno regole fisse come avviene nelle nostre lingue. Così le lingue umane non sono apparse per coincidenza, ma sono un riflesso del nostro DNA inerente.Anche il biofisico e biologo molecolare russo Pjotr Garjajev e i suoi colleghi hanno esplorato il comportamento vibratorio del DNA. (Per essere breve, qui farò solo un riassunto. Per maggiori informazioni, per favore, andate all’appendice finale di questo articolo).La linea finale è stata: “I cromosomi vivi funzionano come computer “solitonici/olografici” usando la radiazione laser del DNA endogeno”. Questo significa che hanno fatto in modo di modulare certi modelli di frequenza con un raggio laser e con questo hanno influenzato la frequenza del DNA e, in questo modo, l’informazione genetica stessa. Siccome la struttura base delle coppie alcaline del DNA e del linguaggio (come si è già spiegato) sono la stessa struttura, non si rende necessaria nessuna decodificazione del DNA.
UNO SEMPLICEMENTE PUO’ USARE PAROLE 
e orazioni del linguaggio umano! 
Questo è stato anche provato sperimentalmente. La sostanza del DNA vivente (in tessuto vivo, non in vitro), reagirà sempre ai raggi laser del linguaggio modulato e anche alle onde radio, se si utilizzano le frequenze appropriate.  Infine questo spiega scientificamente perchè le affermazioni, l’educazione autogena, l’ipnosi e cose simili possono avere forti effetti sugli umani e i loro corpi. E’ del tutto normale e naturale che il nostro DNA reagisca al linguaggio. Mentre i ricercatori occidentali ritagliano geni individuali dei filamenti del DNA e li inseriscono in un altro posto, i russi hanno lavorato con entusiasmo con dispositivi che possono influenzare il metabolismo cellulare con le frequenze modulate di radio e di luce per riparare difetti genetici. Per esempio il gruppo di ricercatori di Garjajeva ha avuto successo nel provare che con questo metodo si possono riparare i cromosomi danneggiati dai raggi X. Sono anche riusciti a catturare modelli di informazione di un DNA specifico e lo hanno trasmesso ad un altro, riprogrammando così le cellule su un altro genoma. In quel modo, hanno trasformato con successo, per esempio, embrioni di rana in embrioni di salamandra, semplicemente trasmettendo i modelli di informazione del DNA! In quel modo, l’informazione completa è stata trasmessa senza nessuna delle disarmonie o effetti collaterali che si manifestano quando si fa l’ablazione e si reintroducono geni individuali del DNA! Questo rappresenta una rivoluzione e sensazione incredibili, che trasformerà il mondo! Tutto ciò applicando semplicemente la vibrazione e il linguaggio al posto dell’arcaico processo d’ablazione! Questo esperimento punta all’immenso potere della genetica delle onde, che ovviamente ha più influenza, sulla formazione degli organismi, che i processi biochimici delle sequenze alcaline.

MAESTRI ESOTERICI E SPIRITUALI SANNO DA MILLENNI
che il nostro corpo si può programmare con il linguaggio, le parole e il pensiero. Ora questo è stato provato e spiegato scientificamente. Certamente la frequenza deve essere quella corretta e a questo si deve il fatto che non tutti hanno lo stesso risultato o possano farlo sempre con la stessa forza. La persona deve lavorare con i processi interni e la maturità per poter stabilire una comunicazione cosciente con il DNA. I ricercatori russi lavorano con un metodo che non dipende da questi fattori, però funziona SEMPRE, sempre e quando venga usata la giusta frequenza. Però, quanto più è sviluppata la coscienza individuale, meno c’è la necessità di qualsiasi tipo di dispositivo! Si possono ottenere quei risultati da se stessi e la scienza finalmente smetterà di ridere di tali idee e potrà spiegarne e confermarne i risultati. E non finisce qui. Gli scienziati russi hanno anche scoperto che il nostro DNA può causare modelli di perturbazione nel vuoto, producendo così “cunicoli” magnetizzati!I “piccoli buchi” sono gli equivalenti microscopici di quelli chiamati ponti Einstein-Rosen nella vicinanza dei buchi neri (lasciati da stelle consumate). Questi sono dei tunnel di connessione, fra aree completamente differenti dell’universo, attraverso i quali si può trasmettere l’informazione fuori dallo spazio e dal tempo. Il DNA attira quei frammenti di informazione e li passa alla nostra coscienza. Questo processo di ipercomunicazione è più efficace in stato di rilassamento. Lo stress, le preoccupazioni e l’intelletto iperattivo  impediscono il successo  dell’ipercomunicazione o ne distorcono completamente l’informazione rendendola inutile. In Natura, l’ipercomunicazione è stata applicata con successo da milioni di anni. Il flusso di vita strutturato in “organizzazioni stato” di insetti lo prova drammaticamente. L’uomo moderno lo conosce solo ad un livello molto più sottile come “intuizione”. Però anche noi possiamo recuperarne a pieno l’uso.
UN ESEMPIO IN NATURA
Quando un formica regina è lontana dalla sua colonia, la costruzione continua con fervore e in accordo con la pianificazione. Tuttavia, se si uccide la regina, nella colonia tutto il lavoro si ferma.Nessuna formica sa cosa fare. Apparentemente, la regina invia i “piani di costruzione” anche da molto lontano per mezzo della coscienza gruppale dei suoi sudditi. Può stare lontana quanto vuole, fintanto che sia viva. Nell’uomo l’ipercomunicazione si attiva quando uno improvvisamente riesce ad avere accesso ad un’informazione  che è fuori dalla propria base di conoscenze. A quel punto questa ipercomunicazione viene sperimentata e catalogata  come un’ispirazione o intuizione. Il compositore italiano Giuseppe Tartini, per esempio, una notte sognò che il diavolo si sedeva vicino al suo letto suonando il violino. La mattina seguente, Tartini potè trascrivere il brano a memoria con esattezza e lo chiamò la Sonata del Trillo del Diavolo.Per anni, un infermiere di 42 anni sognò una situazione nella quale era connesso ad una specie di CD-ROM di conoscenza. Gli veniva trasmessa conoscenza verificabile da tutti i campi immaginabili e alla mattina poteva ricordare. Era tale la valanga di informazioni che sembrava che di notte gli trasmettessero tutta una enciclopedia. La maggior parte delle informazioniera fuori dalla sua base di conoscenze personali e arrivava a dettagli tecnici di cui lui non sapeva assolutamente niente.

QUANDO AVVIENE L’IPERCOMUNICAZIONE
si possono osservare fenomeni speciali nel DNA, così come nell’essere umano. Gli scienziati russi hanno irradiato campioni di DNA con luce laser. Nello schermo si è formato un modello di onde tipico. Quando hanno ritirato il campione di DNA, i modelli di onda non sono scomparsi, sono rimasti. Molti esperimenti di controllo hanno dimostrato che il modello proveniva ancora dal campione rimosso, il cui campo energetico apparentemente è rimasto di per se stesso. Questo effetto ora si denomina effetto del DNA fantasma.Si presume che l’energia dello spazio esteriore e del tempo, dopo aver ritirato il DNA, fluisca ancora attraverso i “cunicoli”. La maggior parte delle volte gli effetti secondari che si incontrano nell’ipercomunicazione, anche degli esseri umani, sono campi elettromagnetici inspiegabili nelle vicinanze della persona implicata.  In presenza dei quali i dispositivi elettronici, come attrezzature per CD e altri simili, possono essere alterati e smettere di funzionare per ore. Quando il campo elettromagnetico si dissolve lentamente, le attrezzature funzionano ancora normalmente. Molti curatori e psichici conoscono questo effetto dovuto al loro lavoro. Più si migliorano l’atmosfera e l’energia dell’ambiente più frustante è che in quel preciso istante l’attrezzatura di registrazione smette di funzionare e di registrare. Il  riaccendere e spegnere dopo la sessione non ne ristabilisce ancora la funzionalità totale che però  il giorno dopo ritorna alla normalità. Chissà forse leggere ciò risulta tranquillizzante per molti, in quanto non ha niente a che vedere con l’essere tecnicamente incapaci, ma significa semplicemente che sono abili per l’ipercomunicazione.

GLI SCIENZIATI RUSSI 
hanno irradiato diversi campioni di DNA con dei raggi laser e su uno schermo si è formata una tipica trama di onde che, una volta rimosso il campione, rimaneva sullo schermo. Allo stesso modo si suppone che l’energia al di fuori dello spazio e del tempo continua a passare attraverso gli tunnel spaziali attivati anche dopo la rimozione del DNA. Gli effetti collaterali più frequenti nell’ipercomunicazione sono dei campi magnetici vicini alle persone coinvolte. Gli apparecchi elettronici possono subire delle interferenze e smettere di funzionare per ore. Quando il campo elettromagnetico si dissolve, l’apparecchio ricomincia a funzionare normalmente. Molti operatori spirituali conoscono bene questo effetto. Grazyna Gosar and Franz Bludorf nel loro libro Vernetzte Intelligenz spiegano queste connessioni in modo chiaro e preciso. Gli autori riportano anche alcune fonti secondo le quali gli uomini sarebbero stati come gli animali, collegati alla coscienza di gruppo, e quindi avrebbero agito come gruppo. Per sviluppare e vivere la propria individualità, tuttavia, avrebbero abbandonato e dimenticato quasi completamente l’ipercomunicazione. Ora che la nostra coscienza individuale è abbastanza stabile, possiamo creare una nuova forma di coscienza di gruppo. Così come usiamo Internet, il nostro DNA è in grado di immettere dati nella rete, scaricare informazioni e stabilire un contatto con altre persone connesse. In questo modo si possono spiegare i fenomeni quali telepatia o guarigioni a distanza.

SENZA UN’ INDIVIDUALITA’ DISTINTA
la coscienza collettiva non può essere usata per un periodo prolungato, altrimenti si ritornerebbe a uno stato primitivo di istinti primordiali. L’ipercomunicazione nel nuovo millennio significa una cosa ben diversa.I ricercatori pensano che, se gli uomini con piena individualità formassero una coscienza collettiva, avrebbero la capacità di creare, cambiare e plasmare le cose sulla terra, come fossero Dio! E l’umanità si sta avvicinando a questo nuovo tipo di coscienza collettiva. Il tempo atmosferico è piuttosto difficile da influenzare da un solo individuo, ma l’impresa potrebbe riuscire dalla coscienza di gruppo (niente di nuovo per alcune tribù indigene). Il tempo viene fortemente influenzato dalla frequenza risonante della terra (frequenza di Schumann). Ma queste stesse frequenze vengono prodotte anche nel nostro cervello, e quando molte persone si sincronizzano su di esse, o quando alcuni individui (p. e. maestri spirituali) concentrano i loro pensieri come un laser, non sorprende affatto che possano influenzare il tempo. Una civiltà moderna che sviluppa questo tipo di coscienza non avrebbe più problemi né d’inquinamento ambientale, né di risorse energetiche; usando il potere della coscienza collettiva potrebbe controllare automaticamente e in modo naturale l’energia del pianeta.

SE UN NUMERO ABBASTANZA ELEVATO 
di individui si unisse con uno scopo più elevato, come la meditazione per la pace, si dissolverebbe anche la violenza. Il DNA sembra essere anche un superconduttore organico in grado di lavorare a una temperatura corporea normale. I conduttori artificiali invece richiedono per il loro funzionamento delle temperature estremamente basse (tra -200 e -140°C ). Inoltre, tutti i superconduttori possono immagazzinare luce, quindi informazioni. Anche questo dimostra che il DNA sia è grado di farlo.Vi è un altro fenomeno legato al DNA e ai tunnel spaziali. Normalmente questi minuscoli tunnel sono altamente instabili e durano soltanto una frazione di secondo. In certe condizioni però si possono creare dei tunnel stabili in grado di formare delle sfere luminose. In alcune regioni della Russia queste sfere appaiono molto spesso. In queste regioni le sfere a volte s’innalzano dalla terra verso il cielo, e i ricercatori hanno scoperto che possono essere guidati dal pensiero. Le sfere emettono onde a bassa frequenza che vengono anche prodotte dal nostro cervello, quindi sono in grado di reagire ai nostri pensieri. Queste sfere di luce hanno una carica energetica molto elevata e sono in grado di causare delle mutazioni genetiche. Anche molti operatori spirituali producono queste sfere o colonne di luce, quando si trovano in uno stato di profonda meditazione o durante un lavoro energetico. In alcuni progetti per la guarigione della terra queste sfere vengono catturate anche nelle foto. In passato di fronte a questi fenomeni luminosi si credeva che apparissero degli angeli. In ogni caso, pur mancando le prove scientifiche, ora sappiamo che persone con queste esperienze non soffrivano affatto di allucinazioni. Abbiamo fatto un grande passo in avanti nella comprensione della nostra realtà.
Anche la scienza “ufficiale” conosce le anomalie della terra che contribuiscono alla formazione dei fenomeni luminosi. Queste anomalie sono state trovate di recente anche a Rocca di Papa, a sud di Roma.

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di causacomune Inviato su SCIENZA

LE SFERE CHE RIPULISCONO L’ARIA DALLE POLVERI SOTTILI

Tre sfere che, mentre fluttuano nell’aria, la puliscono dalle polveri sottili. Si possono tenere a casa o in ufficio e sono in grado di purificare l’ambiente in profondità. Il progetto delle sfere Aeroball è stato sviluppato dal designer polacco Jan Ankiersztjan.

STRUTTURA ORIGINALE. 

Il segreto di queste sfere speciali sta tutto nella loro struttura: sono confezionate in materiali ecologici e ultraleggeri, e sono stratificate come una pesca: il nocciolo che le solleva è circondato dal filtro che trattiene particolato e polveri sottili dall’aria, e questo a sua volta è avvolto in una pellicola fluorescente. Tenute in sospensione da un mix di elio e ossigeno, le palle cadono a terra solo quando hanno bisogno di una ricarica. 

SI ILLUMINA DI NOTTE. 

Il purificatore volante assorbe inoltre la luce nel corso del giorno per poi illuminarsi nel corso della notte. Il progetto ha avuto immediato successo, tanto da aggiudicarsi il prestigioso Electrolux Design Lab, che premia le migliori idee per il futuro degli ambienti domestici. 

fonte: Lettera43

ARRIVA L’ECOGRAFIA A DOMICILIO

Medicina interna e diagnostica, le novità al 113° congresso della Simi. Fra le tante, un palmare delle dimensioni di un quaderno, spesso due centimetri, che permetterà di eseguire l’esame a casa o comunque senza obbligare il malato o la futura mamma a spostamenti


Ecografi smart-phone e tablet, doppler a ultrasuoni che misurano le onde sonore ad alta frequenza riflesse dai tessuti: la parola d’ordine per la medicina interna di domani è tecnologia, anzi alta tecnologia. Le novità del settore sono state presentate al 113° Congresso della Società Italiana di Medicina Interna (SIMI) a Roma, evento che ha radunato per una settimana i migliori internisti di tutta Italia.

Pezzo forte, un palmare delle dimensioni di un quaderno, spesso due centimetri, che permetterà di eseguire le ecografie senza comportare spostamenti per il malato. Appoggiando una sonda al corpo del paziente, sarà infatti possibile esaminare in tempo reale e con gran precisione le malattie di collo, torace, cuore e addome ed eseguire l’ecografia. Se ad esempio un paziente ha difficoltà respiratorie e un versamento pleurico, ovvero acqua nei polmoni, appoggiando la sonda sul torace sarà immediatamente possibile individuarla, invece che andare in radiologia e fare la lastra del torace, meno precisa e fonte di radiazioni. In caso di dolore o colica addominale, sarà invece subito possibile verificare se si tratta di un calcolo renale o della colecisti e si potrà diagnosticare una colica biliare o renale. Se il malato ha una gamba gonfia, sarà possibile sapere immediatamente se si tratta di una trombosi venosa.


“Saremo fra i primi in Europa e, insieme ai giapponesi, nel mondo a usare un tablet per l’ecografia”, annuncia Vincenzo Arienti, direttore di Medicina interna dell’ospedale Maggiore di Bologna, dove stanno sperimentando il nuovo sistema. Piccoli ecografi sono già presenti in pronto soccorso e in Emilia Romagna l’accreditamento regionale prevede la dotazione nelle unità operative di Medicina Interna, consentendo al medico di visitare il malato a domicilio e decidere in modo più appropriato se ricoverarlo. “Il futuro – continua l’esperto – vedrà protagonisti anche gli infermieri, che potranno utilizzare un palmare per cercare gli accessi venosi dei pazienti nelle sale operatorie e nei reparti di dialisi, rianimazione e ostetricia: il bambino nella pancia si potrà insomma vedere con il palmare”.


L’invenzione rappresenta insomma un altro passo per evitare il sovraffollamento degli ospedali e secondo il presidente della Società italiana di Medicina interna, Francesco Violi – direttore della Iª Clinica Medica al Policlinico Umberto I e ordinario di Medicina interna alla Sapienza di Roma – , l’uso dei palmari permetterà un grande risparmio di risorse e tempi di degenza, senza contare che il malato non verrà esposto a radiazioni e inizierà subito la terapia, evitando esami inutili. “Il nostro augurio – ha detto Violi al congresso – è che possiamo averlo al più presto anche noi a Roma”.


Tra le altre novità presentate, il doppler a ultrasuoni che misura le onde sonore ad alta frequenza riflesse dai tessuti e consente di misurare la pressione del sangue negli arti inferiori e quella negli arti superiori in appena due o tre minuti. Attraverso un’indagine banale, misurando la pressione di una gamba, sarà insomma possibile capire se si è a rischio di infarto o ictus: quando il valore, considerato normale fra l’1 e l’1.3, si abbassa, per esempio anche solo a 0,9, la persona è a rischio di infarto o ictus, se l’indice è al di sotto dello 0.5, il rischio è ancora più alto ed è possibile che la gamba possa in futuro essere operata. Questi i dati che emergono dalla ricerca “Ara Pacis”, condotta su duemila persone in 150 centri di tutta Italia, e sono anch’essi stati presentati al congresso. “L’esame è davvero molto semplice e consente di verificare in tempo reale se il paziente è a rischio di infarto o ictus – continua Violi – questo metodo potrebbe davvero essere usato in tutti i centri, perché non richiede che un doppler e nessun’altra attrezzatura aggiuntiva”.


In Italia a soffrire di fibrillazione atriale sono lo 0,8 degli uomini e lo 0,7 delle donne. E’ un disturbo che si associa a un aumento di circa due volte della mortalità ed è ritenuto responsabile di un aumento di circa cinque volte del rischio di infarto, quindi del 15% degli infarti. I pazienti hanno spesso sofferto anche di altri problemi cardiovascolari, dall’infarto del miocardio alla morte vascolare, e l’impatto della malattia sull’incidenza della patologia cardiaca coronarica è da sempre, spiegano gli esperti, sottovalutato a livello clinico. La speranza è che, grazie a queste innovative apparecchiature, il margine di rischio si riduca al minimo, lasciando spazio alla prevenzione.

di Sara Ficocelli
fonte: La Repubblica

di causacomune Inviato su SCIENZA

L’ISTITUTO DI VERONESI RIABILITA DI BELLA E LA SUA CURA CONTRO IL CANCRO

Nato a Linguaglossa in provincia di Catania nel luglio del 1912, il Professor Luigi di Bella è stato un grande medico tanto elogiato, da essere candidato al Nobel, quanto dileggiato per il suo metodo contro il cancro, la terapia Di Bella.
A raccontare tutto questo in un’opera voluminosa intitolata  “Il poeta della scienza” è stato il figlio Adolfo che a voluto ricordare, in questa biografia, lo scomparso scienziato a cent’anni dalla sua nascita.
Ecco come l’autore ci presenta la biografia: «Mio padre aveva espresso più volte il desiderio di raccogliere in un libro le sue memorie, dedicandolo principalmente ai giovani. La sua aspirazione era fornire loro ragioni di speranza nel futuro e ‘linee guida’ sane, antitetiche a quelle che sembrano dominare la società contemporanea, dato che i giovani sono stati diseredati di ideali e di autonomia di ragionamento e giudizio, oltre che della possibilità di costruire con serenità il loro avvenire. Nel corso dei quarantacinque anni di docenza universitaria ha sempre coniugato l’insegnamento della materia al proposito formativo, forte della consapevolezza di disporre dell’unico strumento efficace per realizzare questa meta: l’esempio personale. Studenti, specializzandi o assistenti lo consideravano il riferimento sul quale basarsi, tutti consapevoli che il suo rigore, l’indisponibilità a compromessi di qualsiasi tipo, un’attività incessante, l’umiltà di fronte ai limiti della conoscenza e della comprensione umana, erano indispensabili per raggiungere elevati livelli professionali. Al rigore si univa sempre una umanità tanto prorompente quanto pudica, fatta di concretezza e non di parole. Tutta la sua esistenza è stata finalizzata al continuo miglioramento di se stesso, a trasformare in realtà quelle potenzialità che ogni individuo ha in misura più o meno ampia. Il ‘messaggio’ lanciato ai giovani è che, con impegno, costanza, senso di sacrificio, si riesce a superare qualsiasi ostacolo e dare un contributo per migliorare un mondo che, oggi specialmente, tende a greggificare tutto e tutti, ed esercitare sull’uomo una tirannia insidiosissima, perché occulta. Questa è stata una delle ragioni per le quali mi sono accinto al lavoro: tentare di realizzare un progetto che la morte gli ha impedito di compiere».
Ma il regalo più bello per il suo centenario glielo ha fatto l’Istituto Europeo di Oncologia (IEO), diretto dal professor Umberto Veronesi che, come risulta da una sentenza del 16 luglio di quest’anno, ha implicitamente riconosciuto l’efficacia della terapia Di Bella nella cura dei tumori. Si tratta di una sentenza di secondo grado, immediatamente esecutiva, a favore di Andrea A., trentanovenne cosentino, colpito da carcinoma squamo cellulare rinofaringeo, un tumore che intacca naso e gola e che non si può rimuovere chirurgicamente.

La diagnosi risale all’aprile del 2011. Il tempo di documentarsi, di consultare i vari specialisti e, nell’ ottobre di quello stesso anno, Andrea comincia, a proprie spese, la cura Di Bella. Nella sentenza si legge: “Visto che dai documenti emerge una risposta positiva al seguente trattamento, visto che la malattia è regredita, il trattamento in questione è da ritenersi determinante per la sopravvivenza del paziente, si ritiene anche che una sua interruzione comporti effetti non rimediabili”.
Questa non è la prima volta che lo IEO dimostra “implicita” riconoscenza al metodo Di Bella. Il farmaco cardine della terapia Di Bella, la somatostatina, che il professore indica come rimedio per frenare la crescita e l’angiogensi dei tumori, è utilizzata allo IEO come vettore di altre molecole, nella radioterapia. Non va dimenticato che nel 1998, Giuseppe Pelicci, oncologo IEO, meritò il premio Venosta per aver indicato “una nuova strada terapeutica” nella cura della leucemia acuta promielocitica usando l’acido retinoico, una delle molecole dibelliane.
Eppure lo avevano massacrato mediaticamente,  gli avevano dato del cialtrone e il Professor di Bella se ne è andato nel 2003 consapevole che il suo metodo per la cura dei tumori sarebbe stato attaccato da ogni fronte.  L’ideatore della discussa multiterapia anticancro, basata su farmaci biologici, come la somatostatina e bocciata come inefficace e tossica dal Ministero della Sanità nel 1998, dopo una contestata sperimentazione, sta pian piano ottenendo una repentina “riabilitazione”
Già a giugno di quest’anno l’ordine dei medici di Bologna aveva dato il patrocinio al congresso organizzato dalla Fondazione Di Bella, dal titolo “Evidenze scientifiche non valorizzate in oncoterapia”. Un convegno dove per la prima volta un ordine dei medici riconosceva il valore scientifico del metodo Di Bella, non solo patrocinandone il convegno ma favorendo la partecipazione anche fra i non dibelliani. Una terapia che si è guadagnata anche uno studio realizzato da parte dell’università di Firenze titolato: “Effetti combinati di melatonina, acido trans retinoico e somatostatina sulla proliferazione e la morte delle cellule di cancro al seno”.  Lo studio, uno dei pochi studi autorevoli in campo medico, finalmente dona una dignità scientifica ad una delle terapie antitumorali maggiormente contestate del secolo scorso, che è stato poi pubblicato sulla rivista European Journal of Pharmacology; Pubblicazione che è avvenuta però  senza il cognome contestato: “Se fosse stato pubblicato con il suo nome (Metodo Di Bella n.d.r.) non lo avrebbero mai accettato” ha dichiarato uno dei ricercatori”.
di Salvatore Strano
di causacomune Inviato su SCIENZA

CLINATEC: DOVE SI IMPIANTANO NEL CERVELLO LE NANOTECNOLOGIE

Apprendiamo dal sito Basta! che ha realizzato una piccola inchiesta sulla questione di una strana clinica diretta dal Commissariato per l’energia atomica di Grenoble.

In tale clinica si lavora sulle applicazioni delle nanotecnologie nel campo delle neuroscienze quindi si studiano le possibili applicazioni per la cura delle malattie neurodegenerative come il morbo di Parkinson. Ma è difficile sapere cosa succede veramente, anche perchè, cosa davvero strana, la clinica Clinatec si trova al di fuori di una normale struttura ospedaliera, su un terreno del Commissariato per l’energia atomica, alcuni edifici del quale sono soggetti al segreto militare. E’ decisamente strano che si faccia ricerca biomedica al di fuori di un ospedale in condizioni così poco trasparenti. Forse, si chiede Agnés Rousseaux, dietro gli studi di applicazioni apparentemente benefiche si celano le sperimentazioni che potrebbero portare alla realizzazione dell’uomo bionico del futuro, pieno di elettrodi e sorvegliato dai sensori (lo schiavo perfetto insomma). 

Gli studi sono rivolti ad una serie veramente notevole di disturbi e patologie (dalla depressione all’obesità, all’anoressia, ai cosiddetti disturbi ossessivi compulsivi, oltre alle malattie neurologiche)  malattie e disturbi per i quali è molto discutibile l’utilizzo di questi eventuali rimedi sintomatici dal momento che le cause spesso sono ben note e sono su un piano decisamente differente. Il morbo di Parkinson ed il morbo di Alzheimer ad esempio pare accertato che siano causati dai metalli pesanti e dagli altri contaminanti ambientali, la depressione e l’anoressia sono generalmente causate da problematiche psicologiche e ci si chiede come mai si spendano miliardi per sperimentare nanoimpianti nel cervello piuttosto che per sperimentare tecniche di disintossicazione da una parte e per imporre politiche che tutelino la salute dei cittadini dall’altra.
Appare quindi a maggior ragione inquietante la stranissima connessione con l’ente nucleare ed il ministero della difesa, quel ministero che sovrintende anche occultamente ad altre operazioni ben poco rispettose (diciamo così) della salute pubblica.

I soldi per la Clinatec arrivano da enti istituzionali, stato, regione, municipalità cittadina (più di 20 milioni di euro in tutto). Ma, denunciano gli ecologisti del consiglio municipale di Grenoble che hanno pubblicato un  dossier completo su Clinatec, non c’è stata alcuna informazione nè approvazione del consiglio municipale, e non è mai stato possibile avere alcun documento amministrativo sulla struttura a causa del “segreto industriale e militare”.
A nostro giudizio per capire meglio dove costoro vogliono arrivare è opportuna la lettura dell’articolo microchip e grande fratelllo orwelliano e gli altri sotto l’etichetta microchippresenti su questo sito.
Da notare che anche in Italia ci si muove in direzioni vagamente simili in quanto è attivo un progetto il cui obiettivo è:
realizzare nanoparticelle (NPs) in grado di attraversare la barriera emato-encefalica per raggiungere il cervello, sede principale della malattia di Alzheimer. Alle nanoparticelle verranno legate molecole in grado di riconoscere (diagnosi) e distruggere (terapia) le placche amiloidi che si depositano nel cervello in tale malattia. L’efficacia delle NPs sarà alla fine verificata su modelli  animali della malattia (ratti transgenici).
Davvero possiamo credere a quanto affermato sul sito che presenta tale progetto, ovvero che:
Queste nanoparticelle possiedono numerosi requisiti, che le rendono uniche nell’ambito diagnostico e terapeutico. Tra le caratteristiche si segnalano alta biocompatibilità, bassa immunogenicità, assenza di tossicità, biodegradabilità, stabilità e facilità di preparazione.

fonte: Giuditta dal blog Scienza Marcia

PER DIFENDERTI DALLE ONDE ELETTROMAGNETICHE DEL CELLULARE

TECNOLOGIA RIVOLUZIONARIA 

PER POLARIZZARE E RENDERE BENEFICHE 

LE ONDE ELETTROMAGNETICHE DEL CELLULARE


Repubblica.it ha recentemente pubblicato un articolo a questa pagina in qui rende nota una sentenza senza precedenti sul caso di un manager che per lavoro era costretto a colloqui telefonici per complessive 5-6 ore al giorno. Una volta diagnosticata la malattia di cancro al cervello, ha fatto causa per l’invalidità professionale. Contro il diniego dell’Inail, la Suprema corte gli ha dato ragione.
cellulare
“Ora c’è una sentenza definitiva. La Corte di cassazione, per la prima volta in Italia – e a sentire gli esperti, al mondo – ha stabilito un legame di concausalità tra un forte uso del cellulare e un tumore. La storia è quella di Innocente Marcolini, di cui Repubblica.it si era già occupata in un’inchiesta 1. Manager cinquantenne, responsabile commerciale di una multinazionale, per lavoro stava al telefono (cordless o cellulare) una media di 5-6 ore al giorno, per dodici anni. Una mattina mentre si fa la barba si accorge di uno strano formicolio.
Le analisi diranno che è un tumore al nervo trigemino. Operazione riuscita, ma il dolore non lo abbandonerà più. Non può più lavorare. Chiede una pensione di invalidità professionale. L’Inail la nega. Marcolini fa ricorso e il tribunale di appello di Brescia gli dà ragione. È il 22 dicembre 2009. Stavolta è l’Inail a opporsi in Cassazione. Ma il 12 ottobre la corte suprema deposita la sentenza in cui conferma: i giudici di secondo grado hanno citato la letteratura scientifica giusta e hanno fatto bene a riconoscere che una causa dell’invalidità del manager sia proprio l’utilizzo del telefono…”
Questo è molto importante: 
per la prima volta i giudici italiani riconoscono il nesso tra tumore e cellulare.


chip
 ECCO LA SOLUZIONE: un microgeneratore che attraverso onde polarizzate rende innocue le frequenze elettromagnetiche emanate dai cellulari, smartphone, iPhone e tablet.

EHF64 è una novità in fatto di nanotecnologie. 

E ‘un dispositivo che presto sarà in tutti i dispositivi mobili. 

Ma perchè aspettare quando puoi stare meglio oggi?

Omai non è un segreto che:

  • Onde radio mobili possono danneggiare il nostro corpo.
  • Dopo una lunga conversazione su Smartphone, si avverte qualche disagio o mal di testa.
  • A volte possono verificarsi nausea e malessere.
  • Si diventa distratti e disattenti.
  • Sopratutto questi dispositivi possono modificare la salute dei nostri bambini in crescita.

 E ‘possibile escludere gli effetti nocivi delle onde elettromagnetiche?
La nostra risposta è SI è possibile. Vi mettiamo a disposizione l’innovativo e brevettato microgeneratore EHF64 dispositivo medico di classe 1.
EHF64  è una spirale di microcristalli millimetrici in nanotecnologia su un substrato dielettrico in grafene.
Viene installato nel vostro smartphone nello spazio accanto all’antenna sotto la batteria, dove viene a contato con il campo elettromagnetico generato dall’antenna.
Pertanto, i proprietari del microgeneratore EHF64 hanno l’opportunità di ridurre rapidamente l’influenza delle radiazioni nocive dai telefoni cellulari e Smart e rendere la loro vita più sana e sicura.
Per chi aspetta e sperava che i problemi non li riguardassero, c’è poco da fare… ma per quelli di voi che faranno un passo avanti per un uso più sicuro dei telefoni cellulari, il microgeneratore EHF64 vi aiuterà a evitare molti problemi di salute. Sarà efficace su tutta la vostra famiglia!
Proteggete i vostri figli non informati e tutti quelli a cui volete bene che non sono neanche a conoscenza degli effetti collaterali dei danni da telefonino.
Rendi la tua vita e quella della tua famiglia più sicura. 

SCOPRI COME FUNZIONA IL MICROGENERATORE EHF64 

Chip microcristallino a spirale su un substrato dielettrico. Installato in un qualsiasi punto tra la batteria del telefono e il cellulare, rende BENEFICO il campo elettromagnetico di un telefono cellulare attivo.
Polarizza il fronte d’onda lineare convertendo la frequenza del cellulare da 1,8 a 64 Ghz con una forma d’onda circolare e una lunghezza millimetrica (4,6 mm).

Assimila il telefono cellulare ad un apparecchio medicale, strutturando il corpo cellulare dell’acqua nell’organismo con una vibrazione simmetrica ed orientando le molecole d’acqua in modo benefico, favorendo la regolazione dell’omeostasi cellulare.
Ripristina rapidamente la microcircolazione sanguigna.
Le onde elettromagnetiche ad alta frequenza di tipo millimetrico hanno anche un effetto analgesico.
In termini matematici, velocità dell’onda = frequenza x lunghezza d’onda, perciò, a velocità costante, frequenza e lunghezza d’onda sono inversamente proporzionali. Quindi, se si alza la frequenza d’onda, diminuisce la sua lunghezza: questa conversione viene fatta utilizzando un composto dielettrico, formato da grafene e un mix di cristalli. Viene anche modificata la forma d’onda: da sinusoidale a circolare.

Diminuzione dell’emissione da 25-35 a 6 v/m .

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I fondatori della EHF terapia hanno spiegato che utilizzano frequenze di risonanza di acqua e tessuti umani (a 64 Ghz), in quanto proprio su queste frequenze di risonanza sussiste la gestione coordinata delle cellule e organi dell’organismo. Segnali EHF sono generati da membrane cellulari: questi segnali accelerano diverse reazioni biochimiche, modificano l’attività enzimatica , rafforzano o indeboliscono le connessioni intercellulari. Essi pensano che la radiazione a queste frequenze permette di normalizzare le connessioni guida di cellule e organi dell’organismo danneggiato da malattie o da invecchiamento. . Le cellule comunicano tra loro non solo chimicamente ma anche elettromagneticamente, in un modo molto piu’ rilevante rispetto a quanto finora considerato. ase teorica, cioe’ che le cellule comunicano tra loro non solo chimicamente ma anche elettromagneticamente, in un modo molto piu’ rilevante rispetto a quanto finora considerato. chip2
In breve, gli scienziati russi, da sempre all’avanguardia nella comprensione dei fenomeni legati all’elettromagnetismo e ai suoi effetti sull’uomo, hanno scoperto che la gamma delle alte frequenze che va dai 30 ai 300 Ghz, se con una lunghezza d’onda di tipo “millimetrico”, ha effetto curativo
.

IL PRINCIPIO DI BASE SU CUI SI BASA IL FUNZIONAMENTO DEL MICROGENERATORE: 

LA TERAPIA EHF

La Terapia EHF è una teoria  biofisica che studia i meccanismi di azione sull’organismo vivente di radiazioni elettromagnetiche di tipo millimetrico  (1-10 mm) ad alta frequenza (30-300 Ghz) di bassa intensità, e la pratica medica che utilizza gli effetti di queste onde elettromagnetiche come trattamento di diversi disturbi. Onde elettromagnetiche di tipo millimetrico hanno bassa capacità di penetrazione nel tessuto biologico (0,2-0,8 mm), sono praticamente completamente assorbite dagli strati superficiali della pelle (molecole di acqua, molecole di collagene, cellule del connettivo), senza alcuna azione termica. Pertanto, le onde EHF non agiscono direttamente sugli organi interni del paziente.  
Agenzie autorizzate del Ministero della salute in Russia hanno approvato i metodi utilizzati nella terapia EHF in pratica clinica e hanno emesso parere positivo per quanto riguarda la produzione in serie e l’applicazione medica di apparecchi EHF elettromagnetici.

INSTALLARLO E’ SEMPLICISSIMO

Da installare internamente sotto la batteria oppure per iPhone o tablet
(che non si aprono) incollarlo in prossimità dell’antenna. 

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Pubblicazioni scientifiche:
Medical application of millimetre waves (M.A. ROJAVIN and M.C. ZISKIN- From the Richard J. Fox Center for Biomedical Physics, Temple University School of Medicine,Philadelphia, USA)
Special function of the “millimeter wavelength waves-aqueous medium” system in nature http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10999396 pupubpubmed/10999396
CARATTERISTICHE TECNICHEchip
Dispositivo Medico di Classe 1. Nanotecnologia.
Marcatura CE.
– dimensioni microgeneratore: 15 x 15 x 0,2 mm. – tipo banda d’onda: millimetrica– intensita’ elettromagnetica: P < 1 mw/cm2 – frequenza: 64 Ghz– lunghezza d’onda: 4,6 mm.
LINKS INFORMATIVI
 DOWNLOAD DOCUMENTI DI APPROFONDIMENTO (italiano)

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di causacomune Inviato su SCIENZA

TOP VIDEO N°31 – UN MICROCHIP NEL CERVELLO

Un consorzio europeo di scienziati italiani, israeliani e tedeschi coordinato da Stefano Vassanelli, neurofisiologo al Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università degli Studi di Padova, ha sviluppato un microchip di silicio impiantabile nel cervello e capace di stabilire una comunicazione bi-direzionale e ad alta risoluzione con neuroni cerebrali.
La ricerca, condotta nell’ambito del progetto CyberRat finanziato dalla Comunità Europea, si è avvalsa di avanzate tecnologie del silicio per creare dei microchip a forma di ago direttamente impiantabili nel cervello. Un rivestimento di diossido di titanio di spessore nanometrico ottenuto mediante speciali procedure di deposizione ha conferito al chip alta biocompatibilità.

Eppure un brivido resta, quando sentiamo lo studioso proseguire che “poi negli anni, ma parliamo di fantascienza, si potrà pensare di utilizzare i chip sui pazienti affetti da lesioni cerebrali o spinali”, che “l’idea di proseguire in questa direzione c’è”, anche se “prima di pensare a neuroprotesi interattive si dovrà innanzitutto capire meglio come funzionano il cervello e i suoi neuroni”.
E i comitati bioetici non hanno nulla da dire in questo caso??
di causacomune Inviato su SCIENZA

BENZINA PULITA CREATA DALL’ARIA

Catturare anidride carbonica dall’aria che respiriamo quotidianamente e trasformarla in carburante, eliminando al tempo stesso uno dei principali gas serra nell’atmosfera, prodotto dalla combustione dei combustibili fossili. Troppo bello per essere vero? Il colpaccio, che potrebbe risolvere la crisi energetica e aiutare a ridurre il riscaldamento globale, è riuscito ad una piccola azienda britannica. In una piccola raffineria pilota, la Air Fuel Synthesis 1 di Stockton-on-Tees da agosto ha effettivamente prodotto cinque litri di benzina usando anidride carbonica e vapor d’acqua, dimostrandone la fattibilità. E nei prossimi due anni è convinta di potersi espandere su scala commerciale, arrivando a produrne una tonnellata al giorno.


L‘Independent, in un servizio esclusivo, cui il giornale e il sito dedicano l’apertura, parla di “pietra miliare” sulla via della corsa all’energia pulita, “sacro graal della green economy”. La svolta è stata annunciata dal ceo dell’azienda Peter Harrison durante una conferenza a Londra. “Abbiamo preso anidride carbonica dall’aria e idrogeno dall’acqua e li abbiamo trasformati in carburante”, ha raccontato Harrison davanti all’Institution of mechanical engineers di Londra. Benzina che può essere immagazzinata, trasportata e usata anche nei motori attualmente in uso, pur non contenendo gli additivi che si trovano nei carburanti tradizionali. La nuova benzina “pulita” può essere usata, quindi, senza bisogno di nuove, costose infrastrutture.

Siamo ancora alle fasi iniziali, ma è tutto vero, assicura al quotidiano britannico Tim Fox, che guida il dipartimento dell’energia e dell’Institution of mechanical engineers londinese. I principi sono noti, spiega, ma la svolta consiste nell’averli messi insieme, “dimostrando che si può fare e funziona”.

Le potenzialità, secondo l’azienda, sono enormi e potrebbero cambiare per sempre il panorama economico ed ambientale del Paese. In fase iniziale viene usata l’elettricità della rete nazionale, ma in futuro si potranno sfruttare altre fonti rinnovabili di energia, a partire dal vento e dalle maree. Futuro remoto? Non proprio. L’aspettativa è quella di produrre carburante, usando energie rinnovabili, su larga scala già dalla fine del 2014.

Per ora il sistema per estrarre l’anidride carbonica dall’aria per creare carburante è ancora troppo costoso: si parla di 400 sterline per catturare una tonnellata di CO2. Ma una volta che i costi si saranno abbattuti, come è sempre successo nel tempo per le nuove tecnologie, il miracolo potrebbe essere a portata di mano.

CREATE CELLE SOLARI CONICHE: PRODUCONO 20 VOLTE IN PIU’

Un modo efficace per aumentare la produttività di pannelli fotovoltaici tradizionali è utilizzare i cosiddetti concentratori solari: le lenti che raccolgono l’eccesso di luce solare e lo focalizzano sui pannelli fotovoltaici. Questo si può fare bene solo stando attenti a non fondere i componenti dei pannelli. Con un concentratore a 20x in pieno sole (ossia che concentra i raggi solari di 20 volte), la vostra cella durerà circa dieci secondi prima di soccombere ad un calore di 260 gradi.

Per questo, la società V3Solar – un’azienda americana con sede a Los Angeles – ha sviluppato un nuovo metodo per convertire l’energia solare in energia elettrica. Il nuovo meccanismo consiste di una nuova cella solare a forma di cono, chiamata Spin Cell, che viene fatta ruotare per evitare appunto il surriscaldamento dei componenti elettronici.
La progettazione delle Spin Cell di V3Solar sfrutta il fatto che ci vogliono pochi nanosecondi per convertire la luce in elettricità e qualche millisecondo (circa mille volte più lunga) per convertire la luce in calore.
Gli Spin Cells sono di un metro di lunghezza per uno di larghezza ed a forma di cono con un angolo di 56 gradi, che massimizza il loro potenziale di raccolta della luce senza aver bisogno di un sistema ad inseguimento solare attivo.
Stando a quanto riferisce il sito Device, c’è un guscio esterno per ogni cella (in cui si trovano i concentratori a lente), e la calotta interna contiene le celle fotovoltaiche. Per la rotazione occorre un po’ di energia, ma con un cuscinetto a levitazione magnetica riempito di elio non c’è una perdita significativa. Inoltre, dato che lo strumento ruota in ogni caso, si converte automaticamente la corrente continua (DC) in corrente alternata (AC).
Tipicamente, una Spin Cell può generare un’energia 5 volte superiore rispetto ai tradizionali pannelli solari piani. Tuttavia, secondo V3Solar questo progetto potrebbe raggiungere risultati che parlano di un’efficienza pari a circa 20 volte quella dei tradizionali pannelli piani.

di causacomune Inviato su SCIENZA